È stata celebrata nella Collegiata dei Santi Gervasio e Protasio di Sondrio la ricorrenza di San Matteo Apostolo ed Evangelista, patrono della Guardia di Finanza. Alla celebrazione hanno partecipato le autorità civili e militari della provincia, i militari del Comando Provinciale e una rappresentanza dell’Associazione Nazionale Finanzieri d’Italia.
Il significato della ricorrenza
La Santa Messa è stata presieduta dall’arciprete di Sondrio, don Christian Bricola, alla presenza del prefetto Anna Pavone e delle principali autorità del territorio. Al termine della funzione, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Daniele Sanapo, ha ringraziato i presenti e ha sottolineato il valore della ricorrenza come momento di riflessione sulla missione quotidiana del Corpo.
Nel suo intervento, Sanapo ha richiamato la figura di San Matteo, descritto nei Vangeli come un pubblicano, un uomo dell’amministrazione seduto al banco delle imposte. La sua conversione e il successivo percorso verso una missione più alta sono stati indicati come un riferimento per il lavoro dei finanzieri, impegnati nella ricerca della verità e della giustizia e nella tutela delle libertà economiche dei cittadini e delle imprese che operano in Valtellina.
Il ringraziamento al Soccorso Alpino
Particolare attenzione è stata dedicata agli uomini del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, attivi ogni giorno sulle montagne e sui ghiacciai della provincia. Il comandante provinciale ha rivolto loro un ringraziamento per gli interventi svolti anche nelle condizioni più difficili, mettendo in evidenza il coraggio, la competenza e la professionalità dimostrati nelle operazioni per soccorrere le persone in pericolo.
Il presidio del S.A.G.F. assume un rilievo particolare in una provincia come quella di Sondrio, dove la montagna rappresenta una parte centrale del territorio e richiama ogni anno migliaia di persone. La celebrazione si è conclusa con un momento di commozione, quando Sanapo ha ricordato i quattro finanzieri del Soccorso Alpino, Luca, Alessandro, Simone ed Erik, che hanno perso la vita proprio tra queste montagne mentre erano impegnati in servizio.