Più di 100 persone hanno partecipato giovedì 3 settembre all’inaugurazione del Rifugio Baldiscio, affacciato sull’omonimo lago a 2.325 metri di quota. La struttura si trova lungo uno degli storici collegamenti tra Valchiavenna, Mesolcina e Viamala, in un’area montana al confine tra Italia e Svizzera.
L’intervento è stato realizzato dalla Comunità Montana della Valchiavenna nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera ViVi 2.0 – Le Vie del Viandante. Alla cerimonia hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni italiane e svizzere, amministratori locali, operatori del settore turistico e realtà impegnate nella valorizzazione della montagna. Tra i soggetti coinvolti figurano il CAI di Chiavenna e Vallespluga, il Consorzio Forestale Boschi di Isola, il Consorzio dell’Alpe Borghetto, Viamala Tourismus, Regione Lombardia, il Comune di Mesocco e i Comuni di Madesimo, Campodolcino e San Giacomo Filippo.
Una struttura per escursionisti e alpinisti
Il rifugio dispone di 18 posti letto ed è stato aperto per la prima volta ad agosto 2025. La gestione è stata inizialmente affidata a Luigi De Monti, mentre da quest’anno la struttura è condotta da Margherita Aiesi e Luca Spreafico, che hanno scelto di vivere il Baldiscio e di farne un punto di accoglienza e incontro per chi frequenta l’alta quota.
Durante la stagione invernale il rifugio svolge anche la funzione di bivacco di sicurezza per alpinisti e scialpinisti esperti. Il progetto ha coinvolto professionisti, imprese e associazioni del territorio. L’Istituto Professionale Crotto Caurga di Chiavenna ha contribuito alla realizzazione degli arredi, mentre al CAI Chiavenna, impegnato nei lavori, è stata affidata la gestione della struttura.
La possibilità di raggiungere e vivere l’area è stata rafforzata anche dal percorso panoramico che collega l’Alpe Piani al Lago del Baldiscio. Realizzato dalla Comunità Montana della Valchiavenna con il finanziamento di Regione Lombardia, l’itinerario è pensato anche per la mountain bike e si integra con la rete escursionistica, creando un collegamento da Isola fino al rifugio.
Cooperazione tra Italia e Svizzera
L’inaugurazione rientra inoltre nelle attività del progetto Interreg Italia-Svizzera Spluga Bianco, avviato nel gennaio 2025 e coordinato dalla Comunità Montana della Valchiavenna. L’iniziativa punta a valorizzare la Vallespluga e il suo patrimonio paesaggistico, naturale e culturale, promuovendo nuove modalità di fruizione e forme di turismo più sostenibili.
Nel corso della cerimonia è stata posata una targa in memoria di Giacomo Gallegioni, giovane appassionato di pesca scomparso in montagna nell’agosto 2020 e particolarmente legato a questo luogo. Gli interventi delle autorità hanno sottolineato il valore del rifugio come elemento di collegamento tra le comunità alpine. Per il CAI Chiavenna, il progetto nasce anche dall’idea di costruire un percorso di alta via capace di unire ulteriormente Valchiavenna, Val Mesolcina e Viamala.