Alta quota

Inaugurato il Rifugio Baldiscio a 2.325 metri

Cerimonia partecipata: oltre cento presenti; gestione affidata a Margherita Aiesi e Luca Spreafico.

Inaugurato il Rifugio Baldiscio a 2.325 metri

Più di 100 persone hanno partecipato all’inaugurazione del Rifugio Baldiscio, affacciato sull’omonimo lago a 2.325 metri di quota. La struttura si trova lungo uno degli storici collegamenti tra Valchiavenna, Mesolcina e Viamala e rappresenta uno degli interventi realizzati dalla Comunità Montana della Valchiavenna nell’ambito del progetto Interreg Italia-Svizzera ViVi 2.0 – Le Vie del Viandante.

Alla cerimonia erano presenti rappresentanti delle istituzioni italiane e svizzere, amministratori locali, esponenti del mondo della montagna e del turismo e i soggetti che hanno contribuito allo sviluppo dell’iniziativa. Tra questi figurano il CAI Chiavenna e Vallespluga, il Consorzio Forestale Boschi di Isola, il Consorzio dell’Alpe Borghetto, Viamala Tourismus, Regione Lombardia, il Comune di Mesocco, i Comuni di Madesimo, Campodolcino e San Giacomo Filippo, oltre ai consorzi turistici della Valchiavenna e di Madesimo.

Una struttura per escursionisti e alpinisti

Nel corso degli interventi istituzionali, il presidente della Comunità Montana della Valchiavenna Davide Trussoni ha definito il progetto una scommessa vinta e ha sottolineato la volontà di rendere il rifugio accessibile a chi frequenta la montagna. La struttura è stata pensata come punto di accoglienza e sicurezza, sia per gli alpinisti sia per gli escursionisti.

La realizzazione si è sviluppata in più fasi e ha coinvolto professionisti, imprese e realtà del territorio. L’Istituto Professionale Crotto Caurga di Chiavenna ha contribuito alla realizzazione degli arredi, mentre il CAI Chiavenna ha partecipato ai lavori e ha assunto la gestione del rifugio. La struttura dispone di 18 posti letto e ha aperto per la prima volta nell’agosto 2025, con Luigi De Monti. Durante l’inverno svolge anche la funzione di bivacco di sicurezza per alpinisti e scialpinisti esperti.

La possibilità di raggiungere l’area è stata rafforzata dal percorso panoramico che collega l’Alpe Piani al Lago del Baldiscio. L’itinerario, realizzato dalla Comunità Montana con un finanziamento di Regione Lombardia e fruibile anche in mountain bike, si connette alla rete escursionistica e consente di costruire un percorso da Isola fino al rifugio.

La nuova gestione e la cooperazione transfrontaliera

Da quest’anno la gestione è affidata a Margherita Aiesi e Luca Spreafico, che hanno scelto di vivere nella struttura e di occuparsi dell’accoglienza. Il rifugio è inserito anche nel progetto Interreg Italia-Svizzera Spluga Bianco, avviato nel gennaio 2025 e coordinato dalla Comunità Montana della Valchiavenna. L’iniziativa punta a valorizzare la Vallespluga e il patrimonio paesaggistico, naturale e culturale dell’area, promuovendo modalità di fruizione più sostenibili.

Nel corso della cerimonia è stata posata una targa in memoria di Giacomo Gallegioni, giovane appassionato di pesca scomparso in montagna nell’agosto 2020 e particolarmente legato a questo luogo.

Il ruolo del CAI è stato ricordato da Mauro Premerlani, che ha evidenziato il contributo dei volontari alla conclusione dei lavori e il legame con il progetto di un’alta via sviluppato insieme al Comune di Mesocco. Secondo i promotori, il rifugio contribuisce a collegare ulteriormente Valchiavenna, Val Mesolcina e Viamala, favorendo la costruzione di itinerari turistici transfrontalieri di più giorni.

Durante l’inaugurazione sono intervenuti anche il sindaco di Mesocco Mattia Cocco, la consigliera regionale Silvana Snider, il direttore del Consorzio turistico del Moesano Cristian Vigne e Dana Locher di Viamala Tourismus. Al centro dei loro interventi il valore della collaborazione tra territori italiani e svizzeri e la necessità di mantenere attivi i luoghi di montagna.