Salvaguardia paesaggistica

Bormio, chiesto lo stralcio definitivo della tangenzialina

Le due organizzazioni riconoscono il ridimensionamento dell’opera, ma chiedono modifiche vincolanti agli strumenti urbanistici.

Bormio, chiesto lo stralcio definitivo della tangenzialina

Italia Nostra e il Comitato a Tutela dell’Alute accolgono il cambio di rotta annunciato da Regione Lombardia e Comune di Bormio sulla cosiddetta tangenzialina. I 7 milioni di euro inizialmente destinati all’opera saranno indirizzati al completamento della Variante delle Motte a Oga e alla realizzazione di due rotatorie urbane. Secondo le due organizzazioni, la decisione allontana nell’immediato l’ipotesi di nuovi interventi stradali nella Piana dell’Alute.

In una nota diffusa il 15 ottobre 2026, le associazioni riconoscono come positivo il ripensamento delle istituzioni, ma invitano a non considerare conclusa la vicenda. A loro giudizio, la rinuncia alla tangenzialina sarebbe legata soprattutto a ragioni di opportunità e alla riallocazione delle risorse, senza un esplicito riconoscimento del valore ambientale, storico, agricolo e identitario dell’area.

La mobilitazione della comunità

La questione, sostengono Italia Nostra e il Comitato, non riguarda soltanto una strada o lo spostamento di fondi, ma il modo in cui viene deciso il futuro del territorio e il rapporto tra istituzioni e cittadini. Per quasi cinque anni, centinaia di persone hanno partecipato alla mobilitazione, sostenendo con risorse proprie costi indicati in oltre 40.000 euro. Sono state inoltre raccolte più di mille firme per chiedere un referendum, organizzate iniziative pubbliche e presentate osservazioni tecniche.

Nel documento viene ricordato anche il ricorso al TAR della Lombardia, concluso nel luglio scorso con una sentenza che, secondo le associazioni, avrebbe salvaguardato il procedimento sotto il profilo formale senza affrontare la sostanza delle questioni ecologiche e costituzionali legate alla tutela del suolo. La nota rivendica il ruolo del Comitato, di Italia Nostra, di Mountain Wilderness, del GrIG e dei cittadini impegnati nella difesa della piana.

La richiesta di cancellare il progetto

Per le organizzazioni, la vertenza resta aperta perché il progetto, pur non essendo al momento finanziato, rimarrebbe nella disponibilità del Comune. Gli incarichi tecnici già affidati avrebbero comportato una spesa superiore a 173.000 euro. Il timore espresso è che l’opera possa essere riproposta da future amministrazioni o in presenza di nuovi equilibri politici e finanziari.

Il Comitato a Tutela dell’Alute e Italia Nostra chiedono quindi al Comune di convocare il Consiglio comunale di Bormio per votare lo stralcio definitivo dal Piano di Governo del Territorio. Sollecitano inoltre il Consiglio regionale a rimuovere l’intervento dal Programma Regionale della Mobilità e dei Trasporti e propongono l’apertura di un confronto pubblico con associazioni, comitati e cittadini.

L’obiettivo indicato è introdurre vincoli paesaggistici e strumenti di tutela duraturi per la Piana dell’Alute, descritta come l’ultima grande area rurale della conca bormina. La richiesta non si limita dunque alla rinuncia attuale alla strada, ma punta a rendere la salvaguardia del luogo indipendente dalle future amministrazioni e dalle successive disponibilità finanziarie.