Simone Negri, consigliere regionale del Partito Democratico, e Michele Iannotti, segretario provinciale del Pd di Sondrio, intervengono sulla decisione annunciata da Regione Lombardia e dal Comune di Bormio di destinare alla variante delle Motte di Oga le risorse inizialmente previste per la tangenzialina della Piana dell’Alute.
Gli esponenti dem prendono atto del cambio di posizione dell’assessore regionale Massimo Sertori e della sindaca di Bormio Silvia Cavazzi, che in precedenza avevano sostenuto l’intervento. Negri e Iannotti ricordano di aver contestato l’opera insieme ai cittadini, ai comitati e alle associazioni contrari alla sua realizzazione, ritenendo che non avrebbe risolto in modo adeguato i problemi della viabilità dell’Alta Valtellina e avrebbe potuto compromettere il valore ambientale e paesaggistico della Piana dell’Alute.
La richiesta di cancellare il progetto
Secondo il Pd, il trasferimento delle risorse non equivale però alla cancellazione definitiva della strada. Il progetto resta infatti nella disponibilità del Comune di Bormio e continua a figurare nella programmazione regionale. Per questo Michele Iannotti chiede che la tangenzialina venga stralciata dal Programma regionale della mobilità e dei trasporti, il cui esame in Consiglio regionale dovrebbe iniziare questa settimana.
Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un ordine del giorno per chiedere la rimozione dell’opera dal PRMT. La votazione, sostengono Negri e Iannotti, consentirà di verificare se il cambio di orientamento annunciato da Regione e Comune si tradurrà in una decisione formale. Per il Pd sarebbe contraddittorio dichiarare che la tangenzialina non verrà realizzata e mantenerla al tempo stesso nei documenti di programmazione.
Le critiche sul metodo
Simone Negri contesta anche le modalità con cui si è arrivati all’annuncio. Nelle ultime settimane, riferisce, la maggioranza regionale avrebbe proceduto senza un confronto unitario tra le forze politiche che la compongono. Mentre in commissione regionale si svolgevano audizioni sul progetto, alle quali il Comune di Bormio non avrebbe partecipato, sarebbero stati organizzati incontri separati fino alla comunicazione della nuova decisione.
Il consigliere regionale ricorda inoltre che, nel novembre precedente, Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia avevano respinto un ordine del giorno del Pd che chiedeva di sospendere l’opera e di approfondirne gli impatti. A meno di un anno di distanza, osserva, la posizione sarebbe cambiata. Il voto sul programma regionale viene quindi indicato come il passaggio per verificare la coerenza della maggioranza.
Negri e Iannotti attribuiscono un ruolo decisivo alla mobilitazione dei cittadini di Bormio e del Comitato Bormini per l’Alute, impegnati per anni nella difesa del territorio. Il Pd sostiene di aver accompagnato la protesta nelle sedi politiche e istituzionali e considera il cambio di destinazione dei fondi un risultato positivo, pur chiedendo un atto definitivo.
La contrarietà alla tangenzialina, precisano i due esponenti, non coincide con un rifiuto degli investimenti per la mobilità dell’Alta Valtellina. L’obiettivo indicato è realizzare interventi capaci di migliorare collegamenti e sicurezza senza compromettere il patrimonio ambientale della zona. La richiesta conclusiva è dunque che il progetto venga cancellato dal PRMT e che il Consiglio regionale assuma una decisione chiara sulla sua realizzazione. Il comunicato è datato 12 ottobre 2026.