Il costo dell’energia continua a pesare sui bilanci delle imprese e delle famiglie. A evidenziarlo sono due analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, presentate durante la 22ª edizione di Energies and Sustainability Confartigianato High School, convention organizzata dalla Confederazione insieme ai Consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia.
I dati illustrati nel corso dell’incontro indicano che le micro e piccole imprese italiane sostengono un extracosto dell’elettricità pari a 3,7 miliardi di euro rispetto alla media europea. Il prezzo pagato dalle aziende risulta più alto del 17,9% rispetto alla media dell’Unione europea, mentre il prelievo fiscale e parafiscale supera quello europeo del 47,4%. Per le imprese con consumi inferiori a 20 MWh, il divario fiscale arriva al 75,5%.
Il peso sulla provincia di Sondrio
La Lombardia concentra il maggiore extracosto regionale, con 700 milioni di euro, pari al 19,1% del totale nazionale. In provincia di Sondrio, il differenziale del prezzo dell’elettricità rispetto alla media europea determina un costo aggiuntivo stimato in 15 milioni di euro per le micro e piccole imprese.
Il dato assume rilievo se rapportato alle dimensioni dell’economia locale: l’incidenza dell’extracosto raggiunge lo 0,22% del Pil provinciale, contro lo 0,14% della Lombardia e lo 0,17% nazionale. In un territorio caratterizzato da una presenza diffusa di imprese di piccole dimensioni, il costo dell’energia incide direttamente sulla competitività, sulla capacità di investire e sui percorsi di innovazione e transizione energetica.
Rincari anche per le famiglie
La pressione non riguarda soltanto il sistema produttivo. Tra febbraio e agosto 2026, i prezzi di elettricità, gas e altri combustibili domestici sono aumentati complessivamente dell’11,4%, a fronte di un’inflazione generale del 2,8%. Per le famiglie italiane, la maggiore spesa stimata ammonta a 1,8 miliardi di euro.
Anche in questo caso la Lombardia registra l’impatto più elevato in valore assoluto, con 329 milioni di euro di maggiore spesa e una crescita cumulata dei prezzi energetici del 12,3% in sei mesi. Il quadro delineato da Confartigianato evidenzia quindi una doppia pressione sul territorio regionale: da una parte le imprese, penalizzate da costi dell’elettricità superiori a quelli dei concorrenti europei; dall’altra i nuclei familiari, alle prese con l’aumento delle bollette.
Secondo Gionni Gritti, presidente di Confartigianato Imprese Sondrio, i 15 milioni di extracosto rappresentano risorse sottratte agli investimenti, all’innovazione e alla crescita delle aziende locali. Gritti ha sottolineato inoltre che l’incidenza registrata in provincia, nonostante la presenza di numerose centrali idroelettriche, supera la media lombarda e nazionale.
Il presidente ha richiamato anche la necessità di intervenire sulle cause strutturali del caro energia, riducendo il peso fiscale e parafiscale delle bollette e favorendo efficienza, autoproduzione e fonti rinnovabili. Tra gli strumenti indicati figurano le Comunità energetiche rinnovabili, tra cui SO.CER. Il presidente nazionale Marco Granelli ha indicato infine il riequilibrio del carico fiscale e degli oneri generali di sistema tra gli interventi necessari per evitare che siano soprattutto le aziende più piccole a sostenere il peso maggiore.