Il gruppo consiliare del Partito Democratico ha presentato un’interrogazione al Comune di Sondrio sull’aumento della presenza di zanzare in città. Primo firmatario dell’atto è il consigliere Michele Bernardi, che chiede all’amministrazione chiarimenti sulle attività di prevenzione e sull’applicazione dell’ordinanza comunale dedicata al contrasto della proliferazione degli insetti.
Al centro dell’interrogazione c’è l’Ordinanza n. 83 del 2 marzo 2026. Secondo il gruppo consiliare, il provvedimento sarebbe formalmente corretto, ma sarebbe rimasto in larga parte inapplicato. Il PD sostiene infatti che un’ordinanza, senza un piano operativo, interventi concreti e controlli, non sarebbe sufficiente a contenere il fenomeno.
Siccità e piogge intense
Nel documento viene richiamato l’andamento dell’estate 2026, caratterizzata secondo il PD da una fase di siccità estrema fino al 20 agosto e, successivamente, da precipitazioni intense. Il gruppo consiliare collega l’alternanza tra periodi asciutti e rovesci alla possibile creazione di condizioni favorevoli alla schiusa delle larve e alla successiva crescita della popolazione di zanzare.
Per il Partito Democratico, il quadro avrebbe potuto essere previsto e affrontato con una maggiore attività preventiva. Il gruppo accusa l’amministrazione di non avere considerato adeguatamente gli allarmi legati al cambiamento climatico e sostiene che la situazione attuale sia anche il risultato dell’assenza di interventi programmati.
I rilievi del gruppo consiliare
L’interrogazione richiama inoltre il tema della salute pubblica. Secondo i dati citati dal PD, l’Organizzazione mondiale della sanità attribuisce alle malattie trasmesse dalle zanzare oltre 700.000 morti ogni anno nel mondo. Il gruppo consiliare menziona anche le stime dell’ECDC, secondo cui i casi autoctoni di dengue in Europa sarebbero aumentati del 600% tra il 2022 e il 2024.
Tre sono le principali criticità indicate nell’atto. La prima riguarda la mancanza di programmazione: non risulterebbe predisposto un piano specifico per intervenire su caditoie, aree verdi, ristagni d’acqua e terreni comunali. La seconda concerne la comunicazione ai cittadini, ritenuta insufficiente perché l’ordinanza non sarebbe stata adeguatamente pubblicizzata né notificata attraverso l’app comunale.
Il terzo punto riguarda l’assenza di controlli. Secondo il PD, non risulterebbero verifiche sull’applicazione delle disposizioni da parte dei privati né interventi correttivi da parte dell’amministrazione. L’interrogazione mira quindi a ottenere dal Comune chiarimenti sulle attività svolte, sulle misure previste e sulle eventuali azioni da attuare per affrontare la presenza degli insetti in città.