Interrogazione consiliare

Pd chiede un piano contro le zanzare a Sondrio

La minoranza contesta l’attuazione dell’ordinanza e domanda dati, controlli e risorse per il prossimo anno.

Pd chiede un piano contro le zanzare a Sondrio

Sondrio ha registrato durante l’estate una presenza particolarmente consistente di zanzare. Sul fenomeno intervengono i consiglieri del Partito Democratico, che hanno presentato un’interrogazione destinata alla prossima seduta del Consiglio comunale. Al centro dell’iniziativa c’è la richiesta di chiarire quali azioni siano state adottate dall’amministrazione e se esista un programma organico per contenere la proliferazione degli insetti.

Secondo i rappresentanti della minoranza, l’andamento climatico del 2026 avrebbe favorito la schiusa delle larve: a un periodo di siccità prolungata, terminato intorno al 20 agosto, sarebbero seguite precipitazioni intense. I consiglieri collegano queste condizioni alla crescente diffusione delle zanzare anche nelle aree temperate e richiamano, nel testo dell’interrogazione, i rischi sanitari associati agli insetti vettori.

L’ordinanza comunale

Il Comune ha emanato l’Ordinanza n. 83 del 2 marzo 2026, dedicata alla prevenzione e al controllo delle malattie trasmesse dagli insetti vettori e collegata al Piano nazionale arbovirosi, prorogato per l’anno in corso. Il Pd sostiene però che il provvedimento non sarebbe stato accompagnato da un piano operativo, da una programmazione degli interventi, dalla mappatura dei focolai o da un monitoraggio pubblico dei risultati.

Gli esponenti dem affermano inoltre che l’ordinanza non sarebbe stata adeguatamente comunicata alla cittadinanza attraverso il sito istituzionale, i canali social o l’app comunale. A loro giudizio, il contenimento richiederebbe interventi programmati nelle aree verdi, nelle caditoie, sui terreni comunali e nei punti soggetti a ristagno dell’acqua, oltre a verifiche sull’applicazione delle disposizioni da parte dei privati e dello stesso ente.

Nel documento viene anche contestata l’assenza di iniziative preventive durante i mesi asciutti, quando sarebbe stato possibile prepararsi agli effetti delle successive piogge. I consiglieri citano quindi il quadro epidemiologico relativo alle malattie trasmesse dalle zanzare, tra cui dengue e West Nile, e chiedono che la questione venga affrontata come un tema di salute pubblica e di adattamento ai cambiamenti climatici.

Le richieste alla giunta

Il primo firmatario dell’interrogazione è Michele Bernardi. Al sindaco Marco Scaramellini e alla giunta il gruppo chiede di indicare quali trattamenti larvicidi, monitoraggi e controlli siano stati svolti nel 2026, anche nei punti critici, e se vi siano state collaborazioni con ATS.

Il Pd domanda inoltre l’eventuale disponibilità di un report ufficiale sugli interventi, le risorse economiche impiegate e le verifiche effettuate sull’applicazione dell’ordinanza. Tra le proposte figura la predisposizione, dal 2027, di un piano estivo strutturato con mappatura dei focolai, indicatori di efficacia, campagne informative e un coordinamento più definito con ATS, anche alla luce dei casi di West Nile segnalati in Lombardia.

La discussione in Consiglio comunale dovrà quindi chiarire se l’amministrazione ritenga sufficiente l’attuale impostazione o se intenda adottare misure più articolate e verificabili per affrontare la presenza delle zanzare e i possibili rischi sanitari connessi.