Due persone sono state arrestate nell’ambito dell’inchiesta sul sequestro e sul pestaggio di un giovane valtellinese, trovato ferito e immobilizzato nella tarda serata del 17 marzo nella zona industriale di Sondrio. La Squadra Mobile, coordinata dalla Procura della Repubblica, ha ricostruito la vicenda e dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice su richiesta dei magistrati.
La vittima era stata rintracciata mentre vagava seminuda, con ferite e legacci ai polsi e al collo. Secondo la ricostruzione investigativa, il giovane sarebbe stato aggredito, picchiato, legato mani e piedi e imbavagliato con nastro adesivo. Gli aggressori lo avrebbero quindi caricato nel bagagliaio della sua stessa automobile, percorrendo diversi chilometri prima di abbandonarlo ancora immobilizzato nei pressi dell’abitazione dei genitori, a Sondrio. La vettura sarebbe stata poi portata via.
Le indagini della Squadra Mobile
L’inchiesta ha utilizzato attività tecniche, appostamenti e pedinamenti, l’ascolto di persone informate sui fatti, accertamenti scientifici e il monitoraggio dei social network. Un elemento ritenuto decisivo è arrivato dall’analisi delle tracce biologiche individuate nell’abitacolo e nel bagagliaio dell’auto, oltre che sul nastro americano usato per immobilizzare il giovane. Il confronto del DNA con i profili di alcuni sospettati avrebbe rafforzato il quadro indiziario nei confronti dei due destinatari della misura cautelare.
Secondo gli investigatori, l’agguato sarebbe maturato nell’ambito di un regolamento di conti legato al commercio di stupefacenti. La stessa vittima è infatti risultata coinvolta, secondo l’ipotesi accusatoria, in una rilevante attività di spaccio. Il giovane, che appariva come uno studente universitario, avrebbe ceduto hashish, marijuana e sigarette elettroniche contenenti THC in Valtellina, con ramificazioni in altre province lombarde e fuori regione.
Droga e flussi di denaro
Gli ordinativi sarebbero stati raccolti attraverso i social network, mentre i pagamenti avvenivano in contanti o tramite PayPal, con l’utilizzo di conti riconducibili al giovane ma formalmente intestati a soggetti fittizi. Poche settimane dopo l’aggressione, il valtellinese era stato arrestato dai Carabinieri con circa 250 grammi di hashish e marijuana e 226 euro in contanti.
Durante una successiva perquisizione nell’abitazione di Edolo, alla quale aveva partecipato anche la Squadra Mobile di Sondrio, erano stati trovati circa 34 chili di hashish, 3,5 chili di marijuana, 63 sigarette elettroniche al THC e 8.640 euro. In casa dei genitori, a Sondrio, gli investigatori avevano inoltre sequestrato 38.280 euro in contanti, nascosti dietro il battiscopa della cucina e suddivisi in mazzette da mille euro.
L’analisi dei conti bancari e dei flussi finanziari avrebbe fatto emergere un sistema di trasferimenti destinato, secondo gli investigatori, a far confluire il denaro delle cessioni su un conto intestato alla ditta individuale del giovane. Le somme sarebbero transitate attraverso diversi conti PayPal riconducibili a lui, ma intestati fittiziamente a terzi. Per questi fatti il giovane è indagato per cessione di stupefacenti e autoriciclaggio; nei suoi confronti è stato disposto anche il sequestro preventivo delle somme ritenute profitto dell’attività illecita.
Nel corso delle perquisizioni eseguite contestualmente agli arresti dei due presunti aggressori sono state sequestrate anche fascette di plastica, telefoni cellulari e appunti relativi all’attività di spaccio, con riferimenti a tipologie di droga, prezzi e guadagni. Al termine degli atti di rito, i due indagati sono stati condotti nelle Case circondariali di Sondrio e Lecco, a disposizione dell’autorità giudiziaria.