Messaggi educativi

In Valtellina e Valchiavenna riparte la scuola per 22mila studenti

Le riflessioni di Scaramellini e Cantoni accompagnano ragazze e ragazzi tra crescita, domande, relazioni e responsabilità.

In Valtellina e Valchiavenna riparte la scuola per 22mila studenti

Domani mattina zaini in spalla e sveglie puntate per circa 22mila studenti di Valtellina e Valchiavenna, chiamati a tornare in classe dopo la pausa estiva. La prima campanella segnerà l’avvio del nuovo anno scolastico per bambini, ragazzi, insegnanti e personale degli istituti della provincia di Sondrio. Per molti sarà il ritorno tra compagni e docenti già conosciuti; per chi comincia un nuovo ciclo, invece, si aprirà un percorso completamente diverso.

Alla vigilia del rientro sono arrivati gli auguri del sindaco di Sondrio Marco Scaramellini e del cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como. Due messaggi rivolti agli studenti e alla comunità scolastica, con l’obiettivo di sottolineare il valore dell’educazione oltre il semplice svolgimento delle lezioni, delle verifiche e delle valutazioni.

Il messaggio del sindaco

Scaramellini ha ricordato come il nuovo anno rappresenti un’occasione per crescere attraverso il sapere, ma anche grazie alle persone incontrate e alle esperienze vissute. Il rientro, ha sottolineato, permetterà agli studenti di ritrovare vecchi amici e di fare nuove conoscenze, lasciandosi accompagnare dagli insegnanti nella scoperta delle proprie attitudini e delle proprie passioni.

Nel suo intervento il sindaco ha richiamato anche l’importanza della cura degli edifici scolastici. Aule, corridoi e spazi comuni sono luoghi frequentati ogni giorno da bambini e ragazzi e appartengono all’intera comunità. Per questo, secondo l’appello rivolto agli studenti, devono essere rispettati e conservati anche in vista delle generazioni che li utilizzeranno in futuro.

Guardare oltre il presente

Il messaggio del cardinale Cantoni si concentra invece sull’espressione guardare lontano. L’invito è a non rimanere prigionieri del presente e a sviluppare la capacità di immaginare ciò che ancora non esiste. Al centro della riflessione c’è il valore delle domande, considerate uno strumento essenziale per comprendere la realtà e orientare le proprie scelte.

Il riferimento riguarda anche l’Intelligenza Artificiale, in grado di fornire rapidamente risposte e informazioni, ma non di sostituire i giovani nelle domande fondamentali: che cosa è vero, che cosa è giusto, che cosa vale la pena cercare e quale persona si desidera diventare. La scuola, nella prospettiva indicata da Cantoni, non dovrebbe quindi limitarsi a trasmettere competenze, ma aiutare a formare persone capaci di pensare, scegliere e assumersi responsabilità.

Il vescovo di Como ha inoltre descritto la scuola come un luogo di relazione, dove imparare ad ascoltare, confrontarsi con chi è diverso e trovare il proprio spazio. In questo percorso rientra la corresponsabilità educativa di famiglie, insegnanti, dirigenti, istituzioni, associazioni, parrocchie e realtà del territorio, chiamati a collaborare ciascuno secondo il proprio ruolo.

Agli studenti Cantoni ha rivolto infine l’invito ad avere il coraggio di guardare lontano, continuando a studiare, cercare, ascoltare e lasciarsi sorprendere. I due messaggi, pur con accenti diversi, condividono l’idea che la scuola sia molto più del luogo in cui si apprendono le materie: è lo spazio in cui si comincia a costruire il proprio futuro. Con la prima campanella, questo percorso ripartirà per migliaia di giovani in tutta la provincia di Sondrio.