Vini locali

Calici Valtellina chiude con oltre 9mila degustazioni

Ventisette cantine hanno accolto appassionati e visitatori lungo un percorso tra sette tappe dedicate alle denominazioni valtellinesi.

Calici Valtellina chiude con oltre 9mila degustazioni

Si è conclusa a Sondrio l’edizione 2026 di Calici Valtellina, manifestazione dedicata alla produzione enologica della valle e organizzata nella cornice della Notte di San Lorenzo. Il percorso ha coinvolto alcuni luoghi del centro storico, da Palazzo Martinengo a Castel Masegra, attraversando vicoli, piazze e scorci caratteristici del capoluogo valtellinese.

L’iniziativa ha registrato oltre 9.000 degustazioni, con la partecipazione di appassionati, turisti e curiosi. Sono state 27 le cantine presenti lungo l’itinerario, dove i visitatori hanno potuto incontrare direttamente i produttori, ascoltare le loro esperienze e conoscere le diverse espressioni del Nebbiolo delle Alpi, vitigno simbolo della Valtellina.

Sette tappe tra le denominazioni

Il format ha previsto sette degustazioni dedicate alle principali denominazioni del territorio. Il percorso è partito dal Rosso di Valtellina DOC e dalle diverse tipologie di Valtellina Superiore DOCG, per arrivare allo Sforzato di Valtellina DOCG, protagonista della tappa conclusiva ospitata a Castel Masegra.

In quest’ultima sede la mescita dello Sforzato è stata curata da Onav Sondrio. La collaborazione con Unione-Confcommercio Sondrio ha inoltre consentito di affiancare ai vini alcune specialità gastronomiche della valle, distribuite lungo il tragitto della manifestazione.

Il legame con il territorio

Calici Valtellina ha proposto un itinerario pensato per raccontare il rapporto tra la viticoltura e il paesaggio alpino. Terrazzamenti, lavoro manuale e tradizione sono stati presentati come elementi centrali di un sistema produttivo caratterizzato da condizioni ambientali e modalità di coltivazione specifiche.

Per il presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Valtellina, Mamete Prevostini, l’incontro diretto con i produttori rappresenta un modo per illustrare il lavoro e i valori legati a ogni bottiglia. Prevostini ha sottolineato anche l’importanza di avvicinare le nuove generazioni alla storia della valle e a una viticoltura considerata parte dell’identità locale.

L’edizione 2026 ha quindi riunito degustazione, divulgazione e promozione del patrimonio enologico valtellinese, utilizzando il vino come elemento di collegamento tra produttori, pubblico e territorio. Il risultato in termini di presenze e assaggi conferma l’interesse per una manifestazione inserita tra gli appuntamenti estivi dedicati alle produzioni della valle.