Montagna alpina

Caldo e siccità mettono in difficoltà gli alpeggi

Vegetazione ridotta; risorse idriche sotto pressione per le mandrie durante la permanenza estiva in quota.

Caldo e siccità mettono in difficoltà gli alpeggi

In diversi alpeggi della provincia di Sondrio l’estate sta mettendo a dura prova pascoli e riserve idriche. L’erba è più rada, il terreno appare asciutto e sorgenti, abbeveratoi e piccoli corsi d’acqua registrano portate inferiori rispetto a quelle abituali. La situazione si manifesta anche alle quote dove, in condizioni normali, le temperature più basse favoriscono la crescita della vegetazione.

La causa è la combinazione tra temperature elevate e precipitazioni scarse, che ha accelerato l’essiccazione dei pascoli proprio nel periodo della monticazione. Gli animali vengono portati in quota per utilizzare il foraggio naturale, ma la disponibilità di erba si sta riducendo e gli allevatori devono seguire con maggiore attenzione le risorse presenti.

Più lavoro per gli allevatori

Il problema riguarda sia la quantità di nutrimento sia l’acqua necessaria alle mandrie. Le alte temperature rendono più impegnativa la permanenza degli animali in quota e aumentano il loro fabbisogno idrico. Quando il pascolo non è più sufficiente, chi gestisce l’alpeggio deve trasportare alimenti aggiuntivi, con un aumento del lavoro quotidiano e dei costi.

La disponibilità d’acqua impone inoltre controlli costanti sulle riserve e una diversa organizzazione delle attività. In alcune realtà può diventare necessario intervenire con maggiore frequenza per garantire l’abbeveraggio, mentre la riduzione delle portate rende più fragile l’equilibrio su cui si basa la stagione estiva degli allevamenti.

Il ruolo delle piogge

La monticazione continua ad avere un peso rilevante nella vita delle vallate alpine. Gli alpeggi sono luoghi di produzione, ma anche spazi che contribuiscono a mantenere aperti i pascoli e a conservare un paesaggio modellato dall’attività agricola nel corso dei secoli. Per questo la difficoltà stagionale riguarda non soltanto i singoli allevatori, ma anche la gestione del territorio.

La stagione prosegue, ma ogni giornata calda e asciutta aumenta la pressione sulle risorse disponibili. Secondo gli esperti, servirebbe una pioggia significativa per restituire umidità ai terreni e favorire la ripresa della vegetazione. Un temporale isolato potrebbe invece non bastare a recuperare gli effetti di un periodo prolungato senza precipitazioni.

Per gli allevatori l’obiettivo è mantenere gli animali in quota nelle condizioni migliori fino alla conclusione della stagione dell’alpeggio. Se caldo e scarsità d’acqua dovessero continuare, in alcune realtà potrebbe rendersi necessario anticipare il rientro delle mandrie nelle stalle del fondovalle.