Il Comune di Sondrio contesta le conclusioni di un recente studio UIL sui servizi per la prima infanzia e presenta un quadro diverso per il territorio dell’ambito. Secondo i dati diffusi dall’amministrazione, sono 15 le strutture pubbliche e private disponibili tra Sondrio e i Comuni del comprensorio, con una copertura dei posti che sfiora il 50%, a fronte del 30% indicato come riferimento nazionale.
Il sistema, sostiene l’amministrazione, non presenta liste d’attesa e garantisce un’offerta sostenuta negli anni dagli investimenti degli enti locali. L’obiettivo è assicurare alle famiglie una maggiore possibilità di accesso ai servizi educativi, coordinando strutture pubbliche e private attraverso un Piano nidi.
Tariffe e contributi per le famiglie
Uno dei punti sui quali il Comune intende fare chiarezza riguarda il costo delle rette. Per l’asilo nido comunale La Coccinella di Sondrio, la tariffa mensile varia da 130 a 520 euro, con importi comprensivi dei pasti. La fascia massima riguarda le famiglie con ISEE pari o superiore a 25.000 euro ed è indicata dall’amministrazione come vicina alla media regionale e inferiore a quella applicata in diverse città lombarde.
La spesa effettivamente sostenuta può però essere inferiore alle tariffe nominali. Il Comune richiama in particolare la misura regionale Nidi Gratis Lombardia, il bonus asilo nido INPS e i voucher comunali. Per i nuclei con ISEE inferiore a 22.000 euro, il costo può arrivare ad azzerarsi in numerosi casi. Per le famiglie oltre questa soglia, considerando contributi e rimborsi, l’esborso mensile indicato varia da 34,23 a 192,73 euro.
Orari e sostegno comunale
La struttura comunale La Coccinella prevede un’organizzazione pensata per rispondere a esigenze familiari e lavorative differenti. L’apertura è prevista dalle 7.30 alle 16.30, con la possibilità di prolungare il servizio fino alle 17.30. Le informazioni su orari, iscrizioni e modalità di accesso sono pubblicate sul sito istituzionale del Comune.
Un ulteriore intervento riguarda i voucher destinati a ridurre il peso delle rette. Nell’anno scolastico 2025/2026, i Comuni dell’ambito territoriale hanno stanziato oltre 136.000 euro, permettendo a 102 famiglie di usufruire di condizioni economiche più sostenibili. L’investimento, riferisce l’amministrazione, è aumentato progressivamente negli anni.
La diffusione dello studio UIL aveva suscitato dubbi tra le famiglie, comprese quelle interessate a iscrivere i propri figli. Il Comune sottolinea quindi la necessità di distinguere tra gli importi riportati nei tariffari e i costi realmente sostenuti dopo l’applicazione degli aiuti disponibili. Secondo i dati presentati dagli enti locali, il territorio può contare su un’offerta senza liste d’attesa, su una disponibilità di posti vicina al 50% e su un sistema di agevolazioni destinato a essere consolidato con nuovi investimenti e una maggiore integrazione tra servizi pubblici e privati.