Il 19 luglio 1966, a Middlesbrough, l’Italia affrontò la Corea del Nord nella fase finale dei Mondiali inglesi. Agli azzurri sarebbe bastata una vittoria per raggiungere i quarti di finale, ma la gara si trasformò in una delle sconfitte più clamorose nella storia della Nazionale. Il risultato, inatteso per il divario di esperienza e reputazione tra le due squadre, determinò l’eliminazione dell’Italia dal torneo.
La partita arrivò in un momento già difficile per il gruppo guidato dal commissario tecnico Edmondo Fabbri. Appena tre giorni prima, gli azzurri erano stati battuti dall’Unione Sovietica e il clima nello spogliatoio era diventato particolarmente teso. Nonostante la pressione, alla vigilia nessuno considerava probabile l’uscita di scena contro una selezione nordcoreana composta da giocatori quasi sconosciuti al grande pubblico europeo.
L’infortunio e il gol decisivo
La situazione si complicò ulteriormente durante il primo tempo. Giacomo Bulgarelli, schierato nonostante i problemi al ginocchio, fu costretto ad abbandonare il campo. Nel Mondiale del 1966 non erano ancora previste sostituzioni: l’Italia rimase quindi in dieci uomini per il resto della gara.
Al 42° minuto arrivò l’episodio destinato a entrare nella memoria del calcio italiano. Pak Doo-ik segnò il gol dell’1-0 per la Corea del Nord, portando in vantaggio una squadra che gli azzurri non riuscirono più a rimontare. Nella ripresa l’Italia tentò di recuperare il risultato, ma il triplice fischio sancì la sua eliminazione dal torneo.
Una sconfitta diventata simbolo
Il giorno successivo, la stampa italiana accolse il risultato con toni durissimi. La parola più ricorrente fu vergogna e la partita di Middlesbrough divenne rapidamente il simbolo di un fallimento sportivo inatteso e umiliante. Da quella vicenda nacque anche l’espressione subire una Corea, entrata nel linguaggio comune per indicare una disfatta sorprendente.
Le principali responsabilità furono attribuite a Edmondo Fabbri, che fu costretto alle dimissioni e rimase a lungo associato a quella pagina negativa della Nazionale. La ricostruzione di Giovanni Tosco si concentra sui giorni precedenti alla gara, sulle tensioni interne, sugli errori e sugli elementi controversi che accompagnarono la spedizione italiana in Inghilterra.
La vicenda viene così riletta non soltanto come il racconto di una singola partita, ma come la ricostruzione della crisi che coinvolse la Nazionale durante il Mondiale del 1966. A distanza di decenni, la sconfitta contro la Corea del Nord continua a essere ricordata come uno dei traumi sportivi più profondi nella storia del calcio italiano.