Ricorsi legali

Controversie sul Decreto Autovelox: ricorsi in arrivo

Il Decreto firmato dal Ministro Salvini è già oggetto di contestazioni legali e denunce.

Controversie sul Decreto Autovelox: ricorsi in arrivo

Il Decreto dell’8 giugno 2026, firmato dal Ministro Salvini ed entrato in vigore il 12 luglio, è già al centro di battaglie legali, con un dettagliato esposto-denuncia presentato alla Procura della Repubblica di Roma e un ricorso al Tar del Lazio. Sotto accusa, in particolare, l’articolo 6 e l’Allegato B del provvedimento, che avrebbero introdotto una sanatoria generalizzata, trasformando d’ufficio le vecchie “approvazioni” dei dispositivi di controllo della velocità in vere e proprie “omologazioni”, senza traccia delle necessarie prove tecniche di laboratorio.

Dal punto di vista legislativo, è utile evidenziare che l’art. 142 comma 6 del C.d.S. è l’unico articolo che utilizza l’espressione “debitamente omologate” e riguarda solo autovelox, telelaser, tutor e sistemi di rilevazione della velocità. Questo è il motivo per cui la Cassazione ha costruito tutta la giurisprudenza sulla distinzione tra omologazione (atto amministrativo) e debita omologazione (atto tecnico metrologico).

Il caso Sondrio e la mobilitazione in Valchiavenna

La questione tocca da vicino anche il territorio locale. In passato, l’illegittimità di sanzioni non conformi ha già interessato numerosi automobilisti nella Provincia di Sondrio, con una forte concentrazione in Valchiavenna. In queste zone, diversi conducenti ingiustamente sanzionati sono riusciti a tutelare i propri diritti e a ottenere l’annullamento dei verbali grazie al supporto dell’Associazione Migliore Tutela, guidata dal referente locale Franco Esposito.

Le ombre sulle verifiche tecniche

I dubbi sulla regolarità dei dispositivi restano pesanti; a seguito di formali accessi agli atti, i ministeri competenti non sono stati in grado di esibire i rapporti di prova sulla conformità dei prototipi. Inoltre, l’Ente Nazionale di Accreditamento (Accredia) ha confermato di non aver mai accreditato alcuna struttura del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per eseguire la taratura dei rilevatori di velocità.

“Appare del tutto evidente”, sottolinea Esposito, “che la questione non si esaurisce con la denuncia depositata a Roma. Questo controverso decreto, nato per fare chiarezza ma che rischia di generare ulteriore caos normativo, è destinato a rimanere al centro di una nuova e massiccia ondata di ricorsi su tutto il territorio nazionale. L’Associazione Migliore Tutela e i suoi referenti locali sono già pronti a supportare i cittadini in questa nuova fase di battaglia legale.”