Le abbondanti precipitazioni degli ultimi giorni hanno provocato disagi in diverse aree della Lombardia, soprattutto nelle province di Brescia, Sondrio e Bergamo, ma hanno anche contribuito a rafforzare il sistema idrico regionale. Gli Uffici Territoriali Regionali sono impegnati nel coordinamento degli interventi legati al dissesto idrogeologico.
Secondo quanto riferito dall’assessore regionale agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, Massimo Sertori, i quantitativi di pioggia hanno raggiunto picchi di 200 millimetri in una sola giornata nei bacini idrografici lombardi. L’acqua accumulata ha consentito un rapido recupero dei livelli dei principali laghi, in una fase decisiva per la gestione delle risorse e per la conclusione della stagione irrigua.
Il recupero dei bacini
Il rialzo più significativo viene segnalato per il Lago Maggiore, dove la quota è passata da 45 centimetri sotto lo zero idrometrico a 23 centimetri sotto tale livello. L’incremento ha permesso di aumentare di 20 metri cubi al secondo le erogazioni, portando la portata complessiva in uscita a 83 metri cubi al secondo.
Anche il lago di Como ha registrato un rapido innalzamento dei livelli. La maggiore disponibilità idrica ha consentito di incrementare i rilasci e di affrontare le criticità riscontrate dagli impianti termoelettrici situati lungo il canale Muzza. L’intervento si inserisce nel quadro della gestione coordinata dei bacini lombardi.
Acqua per agricoltura e fiume Po
L’aumento dei rilasci dal bacino del Ticino mette a disposizione risorse utili per l’agricoltura, con particolare riferimento al comparto risicolo della Lomellina, del Basso Milanese e del Pavese. L’obiettivo indicato dalla Regione è assicurare una conclusione regolare della stagione d’irrigazione.
Infine, la portata dell’Adda è salita a 400 metri cubi al secondo. L’acqua è destinata a confluire nelle prossime ore nel fiume Po, contribuendo ad attenuare la situazione di forte criticità che aveva interessato il corso d’acqua nei giorni precedenti. Restano, nel frattempo, attivi i coordinamenti territoriali per gli effetti del maltempo e per il monitoraggio del dissesto idrogeologico.