Il prefetto di Sondrio Anna Pavone ha consegnato ai familiari di Renzo Oreggioni la Medaglia d’Onore conferita ai cittadini italiani deportati e internati nei lager nazisti. L’uomo, oggi 101enne, è sopravvissuto alla prigionia e al lavoro coatto durante la Seconda guerra mondiale. A ricevere l’onorificenza è stato il figlio Paolo, alla presenza del sindaco di Dubino Emanuele Nonini.
La cattura dopo l’armistizio
Renzo Oreggioni, nato il 29 ottobre 1924, fu chiamato alle armi il 26 agosto 1943, quando aveva 19 anni. Venne assegnato al 1° Reggimento Artiglieria Contraerea Autocaricato, di stanza a Casale Monferrato, in Piemonte. Dopo l’armistizio dell’8 settembre, insieme ad alcuni commilitoni tentò di raggiungere Milano per fare ritorno a casa.
Il viaggio si interruppe pochi giorni dopo. Il 17 settembre 1943 Oreggioni fu catturato dai tedeschi e caricato su un convoglio ferroviario diretto in Germania. Durante la prigionia venne inizialmente impiegato come idraulico a Falkensee e successivamente a Siemensstadt, prima di essere deportato nel campo di concentramento di Mauthausen.
Due anni lontano da casa
Nel lager Oreggioni affrontò le dure condizioni imposte agli internati e riuscì a sopravvivere alla deportazione e alla prigionia. Con la fine della guerra e la liberazione poté intraprendere il viaggio verso l’Italia. Il 17 settembre 1945, esattamente due anni dopo la cattura, fece ritorno a casa.
La Medaglia d’Onore è conferita dal Presidente della Repubblica in base alla legge 27 dicembre 2006, n. 296, ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Nel consegnare il riconoscimento al figlio, il prefetto Pavone ha espresso la vicinanza dell’istituzione a Oreggioni e alla sua famiglia.
A 101 anni, Renzo Oreggioni rappresenta una delle rarissime testimonianze viventi di quella drammatica pagina della storia europea. La consegna dell’onorificenza assume così un valore di memoria per tutti gli italiani catturati, deportati, internati e costretti al lavoro nei territori controllati dalla Germania nazista dopo l’8 settembre 1943.