La tappa conclusiva della ventisettesima edizione de La Milanesiana ha confermato il forte legame tra il festival e la località alpina, con tre serate dedicate a teatro, musica, parola e nuovi linguaggi artistici. Dal 20 al 22 luglio, Livigno si è trasformata in un palcoscenico culturale d’eccezione, registrando un’ampia partecipazione di pubblico durante tutte le serate della manifestazione.
Questo appuntamento, frutto di una collaborazione consolidata da cinque anni, ha coinvolto sia residenti che turisti, dimostrando la capacità del festival di creare un dialogo autentico tra i protagonisti della cultura italiana, il territorio e la comunità locale. La Milanesiana ha proposto un programma variegato che ha saputo intrecciare la dimensione culturale con quella paesaggistica e identitaria della destinazione.
Eventi di spicco e artisti coinvolti
Ad aprire la tappa finale è stato Paolo Ruffini con lo spettacolo “Io sono perfetto – E se il nostro prossimo presidente fosse Down?” nella serata del 20 luglio. Questo progetto ha unito ironia, emozione e profondità, invitando il pubblico a riflettere sul tema della diversità e a mettere in discussione il concetto di normalità.
Il 21 luglio è stata la volta di Irene Grandi, che ha presentato “Fiera di me” in dialogo con Alessandro Gnocchi e accompagnata da Leo Di Dante. La sua performance ha offerto un live potente e intimo, alternando musica e racconto personale, e creando una connessione immediata con il pubblico.
La serata conclusiva del 22 luglio ha reso omaggio a Franco Battiato, con un percorso musicale e cinematografico dedicato alla sua opera. Il prologo cinematografico di Theo Volpatti, intitolato “Sulle tracce di Beethoven”, ha aperto l’evento, seguito da una performance di Agadez e un tributo di Giovanni Caccamo, che ha chiuso la ventisettesima edizione con “L’alba dentro l’imbrunire”.
Un progetto culturale strategico
Sharon Zini, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Livigno, ha commentato: «Il percorso condiviso con La Milanesiana rappresenta per Livigno un progetto strategico di crescita culturale. L’evoluzione della partecipazione testimonia il valore della manifestazione e il lavoro avviato sul territorio per ampliare l’offerta culturale». Anche Elisabetta Sgarbi, ideatrice e direttrice del festival, ha sottolineato l’importanza della tappa di Livigno come momento di compimento di un lungo viaggio attraverso l’Italia.
Con La Milanesiana, Livigno si conferma come un luogo di incontro tra cultura, territorio e identità, proponendo un’offerta di alto profilo che arricchisce il calendario degli eventi. Il successo delle tre serate rafforza la località non solo come meta sportiva e naturalistica, ma anche come destinazione culturale, capace di accogliere artisti, scrittori e musicisti.