È stato inaugurato il Sentiero Folciano, nuovo percorso dedicato al Venerabile don Giovanni Folci, sacerdote legato alla Valle di Colorina e fondatore dell’Opera del Divin Prigioniero. Il cammino collega la stazione ferroviaria di San Pietro di Berbenno alla chiesetta di Santa Margherita, in località Corna in Monte, attraversando alcuni luoghi legati alla storia e all’attività del sacerdote.
Alla giornata inaugurale hanno partecipato circa un centinaio di persone, insieme a 15 sacerdoti, ai sindaci di Colorina, Berbenno e Fusine, alla dirigente dell’Istituto Comprensivo di Berbenno e a rappresentanti dei Carabinieri, del Parco delle Orobie Valtellinesi, del FAI, della Protezione Civile, degli Alpini e di diverse associazioni del territorio. L’iniziativa è stata organizzata dall’Opera del Divin Prigioniero in collaborazione con il Comune di Colorina.
Le tappe del percorso
Il tracciato si sviluppa in tre tappe e conduce dalla stazione di San Pietro di Berbenno fino alla chiesetta di Santa Margherita. Lungo il percorso si incontrano il Santuario del Divin Prigioniero e il Memoriale delle Nazioni, spazio dedicato alla memoria delle vittime delle guerre e alla riflessione sul valore della pace.
Per accompagnare i visitatori sono stati installati pannelli e materiali informativi sulla vita, le opere, il pensiero e la spiritualità di don Folci. Nel tratto verso il piccolo museo, alcune frasi tratte dagli scritti del sacerdote guidano la conoscenza del suo percorso umano e religioso. L’itinerario prosegue quindi verso Santa Margherita, dove si conclude il cammino.
Memoria e identità del territorio
Don Giovanni Folci dedicò particolare attenzione alla cura e all’accompagnamento dei sacerdoti e fondò l’Opera del Divin Prigioniero con l’obiettivo di seguirli in ogni fase della loro vita. Durante l’inaugurazione, don Walter Crippa, in rappresentanza dell’Opera, ha richiamato il significato spirituale del camminare insieme e del ripercorrere le orme di chi ha preceduto nella fede.
Per il sindaco di Colorina, Doriano Codega, il nuovo percorso rappresenta un’opportunità per valorizzare una figura e un luogo parte della storia e dell’identità locale. Il primo cittadino ha sottolineato la capacità del tracciato di unire natura, memoria, cultura e spiritualità, rivolgendosi sia alla comunità sia ai visitatori provenienti da fuori.
Anche il rappresentante degli ex alunni, dottor Caimi, ha evidenziato il valore dell’iniziativa, realizzata per onorare il fondatore dell’Opera. Il progetto mette così in relazione il paesaggio della valle con la memoria di don Folci e propone un’esperienza da vivere lentamente, attraverso la conoscenza dei luoghi e la riflessione.