Quanto vale il latte di montagna e quale remunerazione spetta agli allevatori che lavorano in territori caratterizzati da costi produttivi e logistici più elevati? Sono stati questi i temi al centro del convegno organizzato a Chiuro, in provincia di Sondrio, per discutere del futuro della filiera lattiero-casearia nelle aree montane.
L’incontro, promosso dall’associazione HonestFood con il supporto di Fairtrade Italia e LIUC Business School e con il patrocinio del Comune di Chiuro, ha riunito esperti, istituzioni e rappresentanti del comparto. Il confronto si è concentrato sulla necessità di riconoscere il valore economico, sociale e ambientale delle produzioni montane, spesso penalizzate da costi di produzione e trasporto superiori rispetto a quelli delle aree di pianura.
Il 40% del prezzo agli allevatori
Dopo i saluti del sindaco di Chiuro, Tiziano Maffezzini, il presidente di HonestFood, Giacomo Pedranzini, ha presentato i progetti dell’associazione e la proposta di una filiera fondata su maggiore equità, trasparenza e sostenibilità economica. L’obiettivo indicato è avviare un percorso affinché il 40% del prezzo al consumo del latte di montagna venga riconosciuto agli allevatori.
Il traguardo costituisce il punto di partenza di una ricerca sul sistema del latte affidata all’Osservatorio HonestFood-LIUC Business School. La proposta mira a trovare un equilibrio tra agricoltura convenzionale e biologica, distribuendo in modo più equo il valore lungo la filiera e mantenendo prezzi accessibili per i consumatori.
Il confronto con altri modelli
Durante il convegno è stato illustrato anche il percorso seguito dall’associazione nel comparto dell’olio di oliva. Secondo quanto riferito, il progetto HonestFood-LIUC ha portato alla realizzazione di un prodotto certificato destinato alla grande distribuzione. Roberta De Natale, direttrice Qualità e Sostenibilità di Crai Secom, ha annunciato l’arrivo di una bottiglia di olio extravergine certificata HonestFood sugli scaffali Crai.
Il modello dovrebbe essere esteso al settore lattiero-caseario attraverso un disciplinare tecnico dedicato. Chiara Mauri, direttrice dell’Osservatorio HonestFood-LIUC Business School, ha indicato tra gli obiettivi la creazione di maggiore valore per ogni litro prodotto, con una remunerazione più adeguata per gli operatori, la riduzione dell’impatto ambientale e il miglioramento del benessere animale.
Mirco De Vincenzi e Francesco Branchi di CLAL hanno analizzato le dinamiche del mercato del latte in Italia e in Europa. Sono intervenuti anche Gabriele Seminario, presidente di Alpe del Garda, e Paola Pezzotti, presidente di CISSVA, che ha illustrato dati e prospettive del latte di montagna lombardo, sottolineando il ruolo degli allevamenti come presidio per la vitalità delle comunità alpine.
Tra gli esempi discussi anche l’esperienza di Fairtrade/Max Havelaar in Francia, dove al latte di montagna viene riconosciuto un prezzo superiore di 6 centesimi al litro. Paolo Pastore, direttore generale di Fairtrade Italia, ha presentato il modello come possibile riferimento per individuare strumenti di valorizzazione delle specificità produttive montane.
Alla discussione ha partecipato anche Ivan Basso, due volte vincitore del Giro d’Italia e oggi team manager di una squadra ciclistica professionistica. Il suo intervento ha accostato la fatica e la continuità richieste dal ciclismo al lavoro quotidiano di agricoltori e allevatori. Il convegno si è concluso indicando nella collaborazione tra ricerca, produttori e distribuzione la strada per una remunerazione più equa, nel rispetto della sostenibilità ambientale, del benessere animale e dell’accessibilità dei prezzi.