Durante la terza udienza del processo con rito abbreviato per la tragedia di Chiareggio, avvenuta il 12 agosto 2020, le difese hanno chiesto l’assoluzione di tutti e cinque gli imputati, sostenendo che “il fatto non sussiste”. L’udienza si è tenuta il 9 luglio 2026 presso il tribunale di Sondrio.
La tragedia si è verificata a causa di una violenta colata di fango e detriti, provocata dall’improvviso ingrossamento del torrente Nevasco dopo un violento temporale. Questo evento ha causato la morte di Gianluca Pasqualone, della moglie Silvia Brocca e della piccola Alabama Guizzardi, di soli 10 anni, mentre il figlio della coppia, Leonardo, di 5 anni, è rimasto gravemente ferito. Gli imputati sono il sindaco di Chiesa in Valmalenco, Renata Petrella, l’ex responsabile dell’ufficio tecnico dell’Unione dei Comuni della Valmalenco, Elio Dioli, e gli ex sindaci Miriam Longhini, Cristian Pedrotti e Fabrizio Zanella, accusati di omicidio e lesioni colpose.
Le argomentazioni delle difese
Nel corso dell’udienza, l’avvocato Mario Petrella, difensore del sindaco, ha evidenziato che la normativa regionale ha trasferito competenze alle Comunità montane senza fornire le necessarie risorse. “Come può un Comune, con un ufficio tecnico guidato da un geometra, svolgere attività che richiedono competenze da geologo?” ha chiesto il legale, sottolineando l’assenza di interventi da parte della Regione Lombardia e del Governo.
Le parti civili, rappresentate dall’avvocato Paolo Patacconi, hanno invece giudicato le argomentazioni delle difese come “prevedibili e non convincenti”. Patacconi ha ribadito la validità della delega prevista dalla legge e dalle delibere regionali, affermando che la responsabilità non può essere esclusivamente attribuita agli amministratori locali.
Prossimi passi del processo
Il giudice Fabio Giorgi ha accolto la richiesta del pubblico ministero Stefano Latorre di concedere un termine per le repliche, fissando la prossima udienza per il 9 ottobre. In quella data, il pm potrà rispondere alle argomentazioni delle difese e le parti civili potranno eventualmente replicare. La decisione finale sul procedimento potrebbe arrivare al termine di questa udienza, chiudendo un capitolo doloroso per Chiareggio e l’intera Valmalenco.