La Valchiavenna chiude i primi sette mesi del 2026 con oltre 146 mila presenze turistiche e più di 57 mila arrivi. I dati delineano una stagione estiva positiva, sostenuta anche dalle prenotazioni per Ferragosto, e indicano la possibilità di prolungare i flussi fino all’autunno.
Il dato più rilevante riguarda la composizione delle presenze: per la prima volta quelle straniere superano le italiane. I visitatori internazionali rappresentano il 56,8% del totale, con 83.400 pernottamenti, contro i 63.322 registrati dal mercato nazionale. Rispetto al 2024, le presenze complessive sono cresciute di circa il 2%, mentre quelle estere hanno segnato un incremento superiore al 9%.
Più interesse per la montagna estiva
La crescita viene ricondotta alla capacità della valle di intercettare una domanda orientata verso natura, temperature più fresche, attività all’aperto e località alpine considerate autentiche e meno congestionate. Anche la durata dei soggiorni mostra un andamento favorevole: la permanenza media è passata dai 2,43 giorni del 2024 agli attuali 2,53.
Per Davide Trussoni, presidente della Comunità Montana della Valchiavenna, i numeri confermano la necessità di investire nella qualità e nella fruibilità del territorio. Sentieri, percorsi ciclopedonali, collegamenti interni, manutenzione e servizi di mobilità sono indicati come infrastrutture essenziali per rendere la valle più accessibile, vivibile e attrattiva, mantenendo al tempo stesso l’autenticità dell’offerta.
Settembre punta a prolungare la stagione
Le prospettive non si esauriscono con il periodo centrale di agosto, per il quale si prevede il tutto esaurito. Il picco della tariffa media è atteso il 5 settembre 2026, quando dovrebbe raggiungere i 215 euro in coincidenza con l’inaugurazione della 66ª edizione della Sagra dei Crotti. L’andamento viene letto come un segnale del contributo degli eventi e dell’enogastronomia alla distribuzione dei flussi anche fuori dall’alta stagione.
Il comparto alimentare è infatti uno degli elementi di richiamo della destinazione. Secondo le analisi sulla reputazione digitale, l’enogastronomia genera il 14,4% delle recensioni online, con un sentiment positivo dell’82,2%. A incidere sono la ristorazione tipica, i prodotti locali e il sistema dei crotti, considerato uno degli elementi identitari della Valchiavenna.
Mario Moro, presidente del Consorzio Turistico Valchiavenna, indica come priorità l’aumento della permanenza media e del valore prodotto da ogni visita. Tra i mercati verso cui rivolgere maggiore attenzione cita Svizzera, Germania e Nord Europa, insieme alle aree più interessate alla montagna durante l’estate. Nel quadro della strategia rientra anche il lavoro di comunicazione destinato a rafforzare la reputazione della valle.
Tra i Comuni, Madesimo è al primo posto per pernottamenti, con 13.431 arrivi e 48.367 presenze e una permanenza media di 3,60 giorni. Chiavenna registra 19.869 arrivi e 32.797 presenze, mentre Campodolcino raggiunge 7.895 arrivi e 22.101 presenze. Piuro totalizza 6.612 arrivi e 15.597 presenze e, tra i quattro centri principali, presenta la dinamica migliore rispetto al 2025.
Nel complesso, Madesimo, Chiavenna, Campodolcino e Piuro concentrano l’81% delle presenze turistiche. I risultati si inseriscono nella più ampia ripresa della domanda internazionale verso l’Italia e nel rafforzamento della montagna come meta estiva. La posizione tra Lombardia, Lago di Como e Svizzera rappresenta un ulteriore elemento di attrattività, con margini di sviluppo soprattutto nei mesi autunnali.