Il 25 luglio 2026 si svolgerà a Ponte in Valtellina la Pastasciutta Antifascista, un evento che giunge alla sua quinta edizione in provincia di Sondrio. Promossa dalla CGIL e dallo SPI di Sondrio, l’iniziativa è stata ideata cinque anni fa per favorire un momento di incontro e riflessione tra associazioni e cittadini che si riconoscono nei valori dell’antifascismo.
Fin dall’inizio, l’evento ha adottato una formula itinerante, toccando diverse località della provincia. Dopo Piateda, Chiavenna con la partecipazione di Adelmo Cervi, Sondalo con Claudia Pinelli e Cosio Valtellino lo scorso anno, quest’anno sarà la volta di Ponte in Valtellina. L’appuntamento è fissato per le ore 19.30 nell’area del campo sportivo.
La serata sarà allietata dal concerto degli INDE-107 e, come stabilito dal disciplinare della Rete delle Pastasciutte Antifasciste, la partecipazione e la pastasciutta saranno gratuite. Tuttavia, è richiesta l’iscrizione per gestire al meglio l’affluenza, che negli anni ha registrato numeri significativi.
Un simbolo di libertà
Secondo le segreterie di Cgil e Spi Cgil Sondrio, “La Pastasciutta Antifascista non è soltanto una ricorrenza della memoria e del ricordo. Rappresenta per noi un gesto che continua a parlare al presente”. L’evento trae origine dal gesto della famiglia Cervi, che il 25 luglio 1943 offrì un piatto di pasta a tutto il paese per celebrare la caduta del fascismo, trasformando un momento di festa popolare in un simbolo di libertà e solidarietà.
Oggi, la Pastasciutta Antifascista continua a rappresentare un simbolo vivo, ricordando a tutti che la democrazia si nutre di partecipazione e responsabilità collettiva. L’antifascismo, come sottolineato, non appartiene al passato, ma è il fondamento della nostra Costituzione e il terreno su cui si costruisce una società più giusta.
Adesioni e partecipazione
Fino ad oggi, hanno aderito all’iniziativa diverse associazioni, tra cui ARCI Agathos APS, Associazione culturale il Ghirù, Assopace Palestina, Cooperativa Lotta Contro l’Emarginazione, e molte altre. La partecipazione di queste realtà sottolinea l’importanza dell’evento come momento di condivisione e costruzione di una democrazia più forte.
La storia della Pastasciutta Antifascista risale al 25 luglio 1943, quando Benito Mussolini fu destituito e arrestato, segnando la fine di ventun anni di dittatura fascista. Nonostante la guerra continuasse, la famiglia Cervi decise di celebrare la caduta del regime preparando una grande pastasciutta, un gesto che ha segnato un momento di libertà e condivisione per tutta la comunità.