Il gruppo consiliare SiAmo Piateda ha depositato il 26 ottobre 2026 un documento di osservazioni nell’ambito della procedura di Valutazione di impatto ambientale relativa alla richiesta di ricerca mineraria e uranifera in Val Vedello, nel territorio di Piateda. Gli atti sono stati trasmessi al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica attraverso il portale dedicato e, tramite posta elettronica certificata, anche a Regione Lombardia, Comune di Piateda, Provincia di Sondrio, Comunità Montana Valtellina di Sondrio ed Ente Parco delle Orobie Valtellinesi.
Le criticità segnalate
Il dossier, predisposto dai consiglieri Martina Simonini, Claudio Protto e Giovanni Curti, raccoglie 34 rilievi sulla documentazione presentata dal proponente. Secondo il gruppo, il progetto non avrebbe valutato in modo sufficiente i possibili effetti sull’ecosistema, sulle risorse idriche e sulla salute pubblica. Tra gli aspetti evidenziati figurano la presenza di mineralizzazioni uranifere, anomalie di uranio e arsenico nelle acque, comprese alcune fonti pubbliche, e concentrazioni anomale di radon nelle gallerie.
Le osservazioni richiamano inoltre la possibile produzione di rifiuti classificati come NORM, cioè materiali con radioattività naturale, e giudicano ancora parziale la ricostruzione delle condizioni iniziali sotto il profilo radiologico e chimico-fisico. Nel documento si lamentano anche l’assenza di bilanci di massa, di modellazioni idrogeologiche complete e di scenari incidentali definiti, elementi ritenuti necessari per una valutazione più approfondita dei rischi.
Viabilità e sicurezza del sito
Un capitolo è dedicato alla viabilità di accesso all’area. La strada sarebbe classificata in Classe IV e, secondo SiAmo Piateda, non risulterebbe compatibile con il passaggio dei mezzi pesanti previsto dall’intervento. Il gruppo segnala anche la mancanza delle necessarie richieste di deroga e di un piano specifico per la convivenza tra le attività di cantiere e la fruizione escursionistica e turistica della valle.
Ulteriori rilievi riguardano il possibile riutilizzo di gallerie storiche non censite e prive, secondo i consiglieri, di una caratterizzazione strutturale aggiornata. Vengono inoltre indicati come carenti un’analisi organica dei rischi legati a valanghe e caduta massi e una valutazione adeguata della fragilità di un’area inserita nel Parco delle Orobie Valtellinesi e nella Rete Natura 2000.
Sulla base delle osservazioni presentate, SiAmo Piateda chiede in via principale il rigetto dell’istanza, previa verifica della sua compatibilità con le condizioni ambientali, idrogeologiche, radiologiche e naturalistiche del territorio. In subordine, domanda la sospensione del procedimento, o comunque la mancata conclusione favorevole, fino all’acquisizione e alla valutazione delle integrazioni tecniche ritenute necessarie.
Il gruppo contesta in particolare la valutazione del proponente secondo cui il progetto non comporterebbe rischi significativi, giudicandola non dimostrata. Le osservazioni, che saranno rese disponibili sul sito di SiAmo Piateda, annunciano infine il monitoraggio delle successive fasi dell’iter amministrativo.