Filiera alpina

Bitto, premi e agricoltura di montagna alla rassegna di Morbegno

La 119ª edizione ha richiamato migliaia di visitatori e assegnato riconoscimenti a Mario Guglielmana e alla Latteria Sociale di Chiuro.

Bitto, premi e agricoltura di montagna alla rassegna di Morbegno

Si è conclusa a Morbegno la 119ª Mostra del Bitto, manifestazione che ha richiamato migliaia di visitatori nel centro cittadino durante due giornate. La partecipazione è stata particolarmente sostenuta sabato e significativa anche domenica, nonostante il peggioramento delle condizioni meteorologiche.

Gli agricoltori hanno avuto un ruolo centrale nella rassegna, dedicata alle produzioni casearie e agroalimentari della Valtellina e della Valchiavenna. Tra i protagonisti anche Coldiretti Sondrio, presente con i produttori dell’AgriMercato di Campagna Amica, le aziende agricole del territorio e il presidente Sandro Bambini, intervenuto all’inaugurazione e alla cerimonia di premiazione del concorso caseario.

Il rapporto tra produttori e consumatori

La mostra mercato delle produzioni a chilometro zero ha offerto al pubblico la possibilità di incontrare direttamente gli agricoltori, conoscere l’origine degli alimenti e acquistare dalle imprese. L’AgriMercato di Campagna Amica ha rappresentato così uno spazio di collegamento tra aziende, consumatori e territorio, valorizzando le specialità locali e il lavoro alla base della loro produzione.

La rete di mercati promossa da Coldiretti è presente a Morbegno anche con un appuntamento settimanale inaugurato lo scorso giugno in piazza Sant’Antonio, accanto al mercato del giovedì in piazza V Alpini. Nel corso della manifestazione, Bambini ha sottolineato il valore del lavoro svolto negli allevamenti e sugli alpeggi, richiamando la necessità di offrire prospettive concrete ai giovani che scelgono di proseguire l’attività nelle aree montane.

Le richieste per l’agricoltura montana

Secondo Coldiretti Sondrio, la promozione dei prodotti tipici deve essere accompagnata da politiche in grado di sostenere le imprese che operano in condizioni più difficili rispetto alle realtà di pianura. Tra le priorità indicate figurano il riconoscimento dei maggiori costi di produzione, il sostegno agli alpeggi, la manutenzione delle infrastrutture rurali e una migliore accessibilità ai pascoli.

Il quadro comprende anche la necessità di garantire un reddito adeguato agli allevatori, favorire il ricambio generazionale e ridurre gli oneri burocratici. Per l’organizzazione agricola, strumenti specifici dovrebbero tenere conto delle caratteristiche dell’agricoltura alpina e del contributo che allevamenti, caseificazione e gestione dei pascoli offrono alla tutela del paesaggio e al contrasto dell’abbandono dei territori montani.

Nel concorso caseario, il primo premio per il Bitto 2026 è stato assegnato al socio Coldiretti Mario Guglielmana per il formaggio prodotto all’alpeggio Frondaglio, a Madesimo. Il riconoscimento premia una lavorazione legata all’esperienza e alle competenze maturate nell’ambiente d’alta quota.

Il formaggio con il punteggio più alto in assoluto è stato invece il Valtellina Casera stagionato della Latteria Sociale di Chiuro. Alla cerimonia hanno partecipato il presidente di Coldiretti Sondrio, i rappresentanti delle istituzioni e del comparto agroalimentare. Per l’organizzazione, i risultati della manifestazione confermano il valore economico, ambientale e sociale delle imprese che operano nelle terre alte.