È Mario Guglielmana, casaro e titolare di un’azienda agricola familiare di Prata Camportaccio, il vincitore del premio per il miglior Bitto 2026. La forma è stata prodotta durante l’estate all’alpeggio Frondaglio, nel territorio comunale di Madesimo, e si è imposta anche nel confronto con i formaggi dell’annata precedente.
Il riconoscimento è stato assegnato domenica 18 ottobre sul palco della 119ª Mostra del Bitto di Morbegno, durante la cerimonia di premiazione del tradizionale concorso dedicato ai formaggi valtellinesi. Il secondo posto nella categoria Bitto 2026 è andato a Nicola Bongiolatti, dell’azienda agricola La Taiada, per la forma prodotta all’alpeggio Sona, in Val Tartano. Terza l’azienda agricola Gallo Cedrone di Jonas e Andrea Dei Cas, con Andrea nel ruolo di casaro, per il Bitto dell’alpeggio Vallecetta, a Valdisotto.
Il confronto tra le annate
Per Guglielmana il risultato rappresenta una doppia soddisfazione dopo il terzo posto ottenuto nel 2024. La sua azienda, condotta insieme alla moglie Emanuela e alla figlia Giulia, ha trascorso l’estate nell’alpeggio di proprietà di Frondaglio, dove la famiglia è rimasta da metà giugno a metà settembre. Nel confronto dedicato al Bitto prodotto nel 2025, il primo posto è stato conquistato da Nicola Bongiolatti con il formaggio dell’alpeggio Sona. Seconda l’azienda agricola di Matteo Castellazzi, legata all’alpeggio Campaccio di Livigno, terza l’azienda agricola Cascina Margherita dei fratelli Pedranzini, con il casaro Giuseppe Rinaldi, per il prodotto dell’Alpe Fornazzo, in Valfurva.
Bongiolatti ha ricevuto anche il premio Onaf per la migliore occhiatura riscontrata nel Bitto dell’anno. Il riconoscimento è stato consegnato dal delegato provinciale Oscar Del Barba. La stessa azienda Cascina Margherita aveva vinto il concorso nella precedente edizione.
I riconoscimenti per il Casera e gli altri formaggi
Il Valtellina Casera stagionato della Latteria Sociale di Chiuro, realizzato dai casari Stefano Franzini e Andrea Rigamonti, ha ottenuto il punteggio più alto dell’intero concorso. Nella categoria del formaggio stagionato, con maturazione oltre i 180 giorni, Chiuro ha preceduto La Fiorida di Mantello e la Latteria Sociale Valtellina di Delebio, con il casaro Alessandro Barbero, conquistando anche il premio Roberta Lodi.
Per il Valtellina Casera giovane, con stagionatura entro i 180 giorni, il primo posto è andato al Caseificio Pedranzini di Bormio, con il casaro Simone Luraschi. Seconda la Latteria Sociale di Chiuro, terza La Fiorida, con Mattia Turchetto. Il premio per lo Scimudin è stato assegnato all’azienda agricola di Matteo Rini, casaro di Bormio, mentre il riconoscimento per il formaggio Latteria è andato all’azienda agricola La Vigna della famiglia Grassi di Chiavenna, con Claudio Grassi.
Tra i riconoscimenti speciali, il premio dedicato al casaro più giovane è stato assegnato a Mattia Fognini, che deve ancora compiere 17 anni. Il giovane lavora nell’azienda agricola di famiglia, all’alpeggio Parissolo, nel Comune di Santa Brigida, sul versante bergamasco delle Orobie. A Guglielmana è andato anche il premio al miglior Bitto in memoria di Aldo Gusmeroli.
Le valutazioni sono state affidate a due giurie presiedute da Luciana Libera e composte da esperti assaggiatori. Una ha esaminato il Bitto delle due annate, l’altra ha valutato Valtellina Casera, Scimudin e Latteria. Nonostante un’annata climatica poco favorevole, la qualità media delle forme è stata giudicata elevata. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, delle organizzazioni agricole e degli enti territoriali. La manifestazione è promossa dalla Comunità Montana Valtellina di Morbegno e organizzata dal Consorzio Turistico Porte di Valtellina insieme al Consorzio di Tutela dei Formaggi Valtellina Casera e Bitto e a Sviluppo Creativo.