Decreto contestato

Il Pd di Sondrio: aiuti alla casa sospesi per la scuola di montagna

Roggiani e Iannotti denunciano lo slittamento al 2028 del credito d’imposta per affitti e mutui del personale

Il Pd di Sondrio: aiuti alla casa sospesi per la scuola di montagna

Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale del Partito democratico lombardo, e Michele Iannotti, segretario provinciale dem di Sondrio, contestano la decisione del Governo di rinviare gli aiuti alla casa destinati al personale scolastico delle aree montane. La modifica è contenuta nel decreto scuola e riguarda il credito d’imposta previsto dalla legge sulla montagna per sostenere le spese di affitto e mutuo di docenti e personale Ata.

Il rinvio degli incentivi

Il provvedimento interviene sull’articolo 2, comma 2, della legge, modificando la decorrenza della misura. Alla formula a decorrere dall’anno 2025 viene sostituita quella per l’anno 2025 e a decorrere dall’anno 2028. Di conseguenza, nel 2026 e nel 2027 il personale scolastico in possesso dei requisiti non potrà beneficiare del sostegno per l’abitazione. Secondo quanto denunciato dai rappresentanti del Pd, 40 milioni di euro complessivi vengono sottratti alla misura a livello nazionale e destinati ad altre finalità del decreto.

Roggiani e Iannotti collegano la scelta alle critiche già espresse nel settembre 2025, quando il Senato approvò definitivamente la legge sulla montagna. A loro giudizio, quella normativa sarebbe stata priva di una strategia efficace e di risorse adeguate alle esigenze dei territori. La modifica introdotta dal Governo viene quindi interpretata come una conferma della distanza tra gli annunci sugli interventi per le aree montane e gli strumenti finanziari effettivamente disponibili.

Le ricadute in Valtellina e Valchiavenna

Per il Pd, la sospensione degli aiuti rischia di rendere più difficile il reclutamento e la permanenza del personale nelle valli. In Valtellina e Valchiavenna, spiegano Roggiani e Iannotti, le distanze tra i comuni, i tempi degli spostamenti, i collegamenti e la disponibilità di alloggi rappresentano già ostacoli per chi accetta un incarico scolastico. Garantire un sostegno per la casa, sostengono, servirebbe a favorire la continuità del servizio, sostenere le famiglie e contrastare lo spopolamento dei paesi montani.

Roggiani ha annunciato che il Partito democratico presenterà emendamenti durante l’esame parlamentare del decreto per ripristinare la misura già dal 2026. I due esponenti dem chiedono inoltre alla Giunta regionale lombarda, a partire dall’assessore agli Enti locali e alla Montagna Massimo Sertori, di assumere una posizione contro il rinvio e di sollecitare il Governo a restituire le risorse.

La contestazione, diffusa da Roggiani e Iannotti il 5 ottobre 2026, riguarda anche la coerenza tra gli obiettivi dichiarati dal centrodestra sul ripopolamento delle aree periferiche e le decisioni contenute nel decreto. Secondo il Pd, gli incentivi già previsti erano insufficienti, mentre la loro sospensione per due anni renderebbe ancora più difficile assicurare personale e servizi scolastici nei territori montani.