Arte alpina

Una scultura celebra i 200 anni della strada dello Stelvio

Lavoro di Marco Alberti, appuntamento sabato 12 settembre alle 11.30 tra quinto e sesto tornante.

Una scultura celebra i 200 anni della strada dello Stelvio

Un’opera in marmo dedicata al rapporto tra montagna, ciclismo e paesaggio sarà inaugurata sabato 12 settembre alle 11.30 lungo la strada dello Stelvio. Si tratta di Battito dello Stelvio, scultura realizzata dall’artista Marco Alberti e donata al Comune di Bormio in occasione del bicentenario della storica arteria alpina, celebrato nel 2025.

La struttura troverà posto tra il quinto e il sesto tornante, al chilometro 122.800. La sua forma richiama un girino stilizzato, con una coda che riproduce idealmente la sequenza dei tornanti osservati dall’alto e, nello stesso tempo, il tracciato di un battito cardiaco. Il riferimento è alla fatica della salita e all’emozione legata al raggiungimento del passo.

Il legame con il ciclismo

Il progetto richiama anche il Giro d’Italia e i girini, come vengono chiamati i corridori che partecipano alla corsa. Il collegamento nasce dal rapporto tra la competizione ciclistica e la strada progettata da Carlo Donegani, teatro nel tempo di numerose imprese sportive.

Un’anticipazione dell’opera era stata consegnata lo scorso anno, il 28 maggio, durante il traguardo di Bormio della tappa partita da San Michele all’Adige. In quell’occasione il sindaco Silvia Cavazzi aveva dato al vincitore, il messicano Isaac Del Toro, una miniatura della struttura artistica.

Secondo la sindaca, la versione ridotta aveva già restituito il significato del progetto, mentre l’installazione lungo la strada permetterà di apprezzarne la dimensione reale nel contesto per il quale è stata pensata. L’opera è stata concepita per dialogare con il paesaggio circostante e per essere osservata lungo il percorso alpino.

La metamorfosi e il paesaggio

Il girino rappresenta inoltre il tema della metamorfosi, collegato alla trasformazione che si compie nei laghetti alpini. Attraverso il marmo e la forma, la scultura mette in relazione la montagna e la presenza umana, proponendo un richiamo alla scoperta del territorio.

L’iniziativa è stata promossa dall’assessore alla Cultura Paola Romerio Bonazzi, che ha coinvolto Marco Alberti nella realizzazione. L’artista ha accompagnato il lavoro anche con una poesia intitolata Battito, pensata in relazione alla scultura.

L’inaugurazione consentirà di conoscere da vicino l’opera e il percorso creativo che ne ha accompagnato la realizzazione. Il progetto è stato sostenuto da istituzioni, associazioni, imprese, professionisti e cittadini che hanno contribuito alla sua nascita.