Territorio

Potenziata la rete per monitorare la frana di Masoni

Interventi conclusi nell’area tra Ciappanico e Alpe Son, con l’accumulo originato dalla Rocca Castellaccio.

Potenziata la rete per monitorare la frana di Masoni

Sono terminati gli interventi di implementazione della rete di monitoraggio per la frana di Masoni, in Valmalenco. Le opere hanno interessato il territorio comunale di Torre di Santa Maria, nell’area compresa tra le località Ciappanico e Alpe Son.

Il potenziamento consentirà di raccogliere nuovi dati sull’evoluzione del versante e di mantenere sotto osservazione l’area interessata dal dissesto. Le informazioni saranno messe a disposizione di Arpa Lombardia, nell’ambito delle attività di controllo del fenomeno franoso.

L’origine dell’accumulo

La zona monitorata è costituita dall’accumulo di una grande paleofrana, originatasi dalla cima della Rocca Castellaccio, a quota 1.786 metri. Si tratta quindi di un contesto geologico caratterizzato dalla presenza di materiali derivati da un antico movimento franoso.

Il fenomeno è stato nuovamente al centro delle attività di verifica nel corso dell’estate del 1987, quando la necessità di controllare l’area ha portato allo sviluppo di sistemi dedicati alla raccolta di dati. La rete ora implementata rafforza il monitoraggio del versante e aggiorna gli strumenti disponibili per seguirne eventuali variazioni.

Gli interventi conclusi riguardano dunque un’infrastruttura tecnica destinata alla sorveglianza della frana e non modificano l’assetto naturale dell’area. Il monitoraggio proseguirà attraverso l’acquisizione e l’analisi dei dati relativi al movimento franoso nel territorio di Torre di Santa Maria.